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Video-Machinimas

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What are they?

Multimedia training methods have traditionally relied heavily on video based technologies and significant research has shown these to be very effective training tools.

While there are varying definitions of multimedia, generally it can be defined as extending training beyond pure text using a combination of several potential media types such as graphics, animations, video, auditory, and photographs. Indeed, technological advances continue to produce new media types that can be used in multimedia based training and educational settings.

Machinima is filmmaking within a 3-D virtual environment, using real-time graphics rendering engines.

This technology allows video game technology to be manipulated into unique scenarios based on training and practice applications.  Machinima is the converting of these unique scenarios into video scenes that tell a story. These scenes can be interconnected with branching points in much the same way that education videos are interconnected as scenes between decision points.

Video-machinimas, which use avatar actors, have proved to be more effective for soft-skills education than the traditional teaching videos using human actors. 

Why they have been used within V-3DAS?

In the framework of V-3DAS, Video-Machinimas are multimedia learning tools developed in order to represent situations of professional practice of farm management. They have been recorded within Virtual Farm, for facilitating the familiarisation of learners with the 3D environment, its scenarios of enterprise development as well as the avatars personifying, at the same time, the characters of V-Farm and of the stories represented in the videos. This has facilitated the construction of a continuity of the learning process towards the simulations in Virtual Farm as well as the identification of learners with the avatars/characters that they should personify during the simulation itself.

The videos are organised as episodes of a serial telling the story of our Virtual Farm and its main characters. Each episode puts on scene a problem of enterprise management and development and proposes some hypothesis of solutions: learners are asked to identify the most effective solution.

 

See some videos here.

 

Risultati

 

L'implementazione del Progetto ha seguito una logica bottom-up, a partire da una consultazione settoriale aperta in tutti i Paesi partner. Stakeholder, esperti nei settori dell'Agricoltura e della Formazione Professionale, e giovani agricoltori già insediati sono stati interpellati direttamente per fornire opinioni, informazioni e dati, sulla base delle loro esperienze personali e professionali.
Questi dati, opportunamente rielaborati, hanno costituito la base per la redazione del Report dal titolo  Analisi previsionale dei futuri bisogni di abilità imprenditoriali in agricoltura, le cui conclusioni hanno  alimentato l'intero corpus dei prodotti formativi che il progetto sta sviluppando, dal Referenziale di Competenze, alla Qualifica Professionale, fino al Curriculum formativo e al Percorso formativo blended comprensivo dei materiali didattici.

 

La stessa “Virtual Farm”, che ricopre un ruolo di trasposizione e speculare come setting per l'effettuazione dello stage virtuale, è stata sviluppata a partire da un'analisi sul campo di modelli concreti di Azienda Agricola, rappresentativi di buone pratiche di gestione all'interno dei nuovi scenari della PAC e della nuova connotazione dei mercati globalizzati. L'analisi delle aziende, individuate come casi studio, ha alimentato il disegno di un “Modello Esemplare d'Azienda Agricola”, che costituisce il framework di riferimento per lo sviluppo di V-Stage e dei relativi scenari / ambienti virtuali.

Aggiornamenti sui prodotti sono pubblicati su questo sito web nelle sezioni Risultati e Archivio Documenti. Per essere aggiornati in tempo reale, ci si può registrare alla newsletter.

 

 

Futuri Bisogni di Abilità

 

Il Progetto ha avuto inizio con l'identificazione dei bisogni di abilità necessarie ai giovani agricoltori per interagire con i nuovi scenari agricoli. Quest'analisi previsionale si è basata sui risultati di due indagini. La prima ha riguardato lo studio della PAC post-2013 al fine di realizzare un'analisi del suo impatto sugli scenari agricoli a seguito del cambiamento degli orientamenti politici. Lo studio è stato supportato da una consultazione ragionata sia di documenti politici che della letteratura scientifica e ha permesso di evidenziare le aree di sviluppo d'impresa che sono principalmente coinvolte in questi cambiamenti.

La seconda indagine è stata realizzata nella forma di una ricerca empirica focalizzata sull'identificazione dei più rilevanti bisogni di apprendimento dei futuri imprenditori agricoli prendendo in considerazione:

  • l'opinione di stakeholder selezionati (esperti nel settore agricolo e della formazione professionale);
  • le percezioni e rappresentazioni dei giovani agricoltori in merito alle aree di sviluppo d'azienda centrali per le imprese agricole europee e alle conoscenze, competenze ed abilità richieste per mettere in piedi e gestire in modo efficace un'impresa agricola all'interno degli scenari PAC.

A tal fine, 60 stakeholder e 120 giovani agricoltori sono stati intervistati in Italia, Francia, Spagna, Ungheria, Austria e Grecia, come testimoni privilegiati all'interno di un framework di ricerca qualitativa.

Le interviste agli stakeholder hanno consentito di elaborare un identikit del futuro imprenditore agricolo in termini di conoscenze, abilità, competenze ed understanding necessarie per gestire in modo efficace ed efficiente l'impresa agricola in riferimento a specifiche aree in una dimensioni di sviluppo d'impresa.

I dati raccolti sono stati utilizzati per una elaborazione  in profondità, al fine di  processare, attraverso un’ analisi comparativa, le:

  • similitudini e differenze rispetto alle diverse configurazioni territoriali e di contesto;
  • attese, motivazioni e sensibilità che caratterizzano gli agricoltori nei diversi Paesi.

In particolare, ci si è focalizzati sulle difficoltà che la media degli agricoltori UE, in ogni Paese partner, incontra nel processo di adeguamento ai nuovi orientamenti della PAC.

 Il Report è un ritratto ricostruito in modo rappresentativo  di situazioni tipiche che possono essere considerate come casi esemplari da prendere in esame per ulteriori indagini sulle condizioni generali di contesto dell'imprenditoria agricola all'interno degli scenari UE.

Il Report è strutturato come un repertorio di bisogni di apprendimento organizzato per conoscenze, abilità, competenze e understanding a cui i formatori settoriali possono accedere per orientare in modo più efficace le future offerte di formazione.
 

Best Practice Review

 

Un vero e proprio catalogo di aziende agricole di eccellenza, rappresentative di 11 “Buone Pratiche” di gestione d'impresa in UE.

Si tratta di Modelli di gestione efficiente ed efficace che dimostrano flessibilità imprenditoriale nell'adeguarsi ai nuovi scenari di mercato. Sono aziende che hanno saputo stabilire forme alternative di reddito (ad es. multifunzionalità) da affiancare alla mera produzione (come strategia di risposta al disaccoppiamento), dimostrando una forte attenzione alla tutela del patrimonio ambientale e allo sviluppo eco-sostenibile del territorio in cui sono collocate. Sono certificate non solo per gli aspetti di produzione ma anche per l'intero ciclo di Gestione d'Azienda ed attuano sistemi di controllo di gestione di processo/prodotto (Tracciabilità, Rintracciabilità, Controllo Qualità, ecc…) per il miglioramento e l’ottimizzazione dei processi aziendali.

Sono stati identificati, formalizzati e descritti modelli imprenditoriali di gestione d'azienda che sono guidati da una logica business e market oriented e che hanno colto a pieno le sollecitazioni provenienti dalla nuova PAC non solo come vincoli ed obblighi ma come opportunità di crescita.

Gli elementi di eccellenza, che caratterizzano le Buone Pratiche, sono stati individuati con riferimento alle seguenti Aree:

  • Interazione con il contesto locale;
  • Tracciabilità e Rintracciabilità;
  • Qualità (Processo e Prodotto);
  • Multifunzionalità;
  • Gestione Ambientale e Sostenibilità;
  • Marketing;
  • Adozione ICT;
  • Pianificazione e Gestione d'Azienda.

Le aziende selezionate sulla base di una prima ricognizione territoriale sono state intervistate attraverso strumenti ad hoc di rilevazione e valutate dai ricercatori dei singoli Paesi partner per un’analisi dei punti di forza e di debolezza delle strategie aziendaliin riferimento ai seguenti criteri di valutazione:

  • Approccio basato sull'area territoriale;
  • Approccio imprenditoriale pro-attivo;
  • Cooperazione e partenariato;
  • Innovazione di processo/prodotto;
  • Prospettiva di integrazione e networking;
  • Prospettiva di filiera;
  • Gestione efficace ed efficiente;
  • Trasferibilità di processo/prodotto;
  • Sostenibilità;
  • Diversificazione (di servizio di prodotto e di mercato).
  •  

Successivamente, è stata condotta un'azione di comparazione al fine di individuare quelle rappresentative di modelli di Best Practice, che sono stati descritti formalizzando i processi organizzativi e gestionali che ne hanno determinato e consolidato l’eccellenza attraverso una valutazione incrociata condotta sulla base di specifici indicatori di performance:

  • Efficacia dell’azione aziendale;
  • Efficienza;
  • Qualità;
  • Produttività;
  • Benessere di chi lavora in azienda;
  • Innovazione;
  • Redditività;
  • Adattabilità.

Il risultato di questo laborioso processo di individuazione, selezione e formalizzazione, ha condotto alla descrizione di 11 Aziende le cui schede possono essere consultate all'interno del “Catalogo di Buone Pratiche

 

Model Farm

 

Impostata come la storia di un'azienda agricola dalla sua fondazione fino allo stato attuale di sviluppo, “Model Farm” è il frutto conclusivo della seconda fase di ricerca sul campo.

È la formalizzazione di un'azienda agricola modello in riferimento ad elementi di eccellenza relativi ad:

  1. attività condotte (attività e compiti);
  2. prodotti / servizi erogati;
  3. processi attuati;
  4. dispositivi e strumenti adoperati;

procedure di gestione, monitoraggio e controllo per la Quality Assurance.

Il riferimento a casi concreti di gestione d'azienda, raccolti nel Catalogo di Buone Pratiche, ha orientato la modelizzazione in modo da renderla coerente con i principi di esemplarità, veridicità, credibilità e coerenza interna e sostenibilità grazie ad un riferimento preciso e circostanziato a:

  • elementi di eccellenza effettivamente riscontrabili, mutatis mutandis, in qualunque azienda agricola con caratteristiche simili alla nostraanche se non nella loro totalità;
  • situazioni descritte con riferimento ad attività concrete e coerenti con la gestione di un’azienda agricola;
  • una coerenza interna dei vari processi articolati come singole parti che concorrono all'armonizzazione dell'azienda e alla funzionalità dell'insieme.
 
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